Occhiello:Tra gli interventi l’unificazione del verde di via Veneto

Titolo:San Carlo in cantiere…per tre mesi

 

 

Il quartiere San Carlo si trasformerà in un cantiere per tre mesi. I residenti dovranno armarsi di molta pazienza perché gli interventi previsti riguarderanno tutta la zona: strade, marciapiedi, spazi verdi.  Dalla settimana prossima partiranno i lavori per l’unificazione delle due aree verdi in via Vittorio Veneto.  “Questa via – ha spiegato l’architetto Alessandra Caiani - nella sua parte finale, ai confini con Lissone non viene più utilizzata in quanto la viabilità è cambiata, sono stati messi anche dei panettoni di cemento.  Tenere un tratto di strada così non avrebbe senso. Da qui l’idea di unificare i due parchetti”. Le due oasi verde del quartiere San Carlo saranno riuniti nel tratto di strada tra via Pola e via Fiume, qui il prato prenderà il posto del cemento. Inoltre, l’intera area verde sarà riqualificata, sono previsti due nuove aree gioco per bambini con altalene, molloni, uno scivolo, una piccola giostra e pavimentazione antitrauma; saranno raddoppiate le panchine, tutte in legno, per i momenti di sosta, saranno aggiunti dei cestini anche, questi in legno, sarà sistemato il campo di calcio, saranno realizzati una fontanella e una zona multiuso adatta ai pattinatori. L’intervento costerà 84.660 euro. Nello stesso periodo dovrebbero partire anche degli interventi di manutenzione delle strade del quartiere. Sarà rifatto il manto stradale delle vie Montello Pasubio, Pola e Isonzo e dei vicoli Carso, Adria, Trento, Tagliamento e Gorizia. Per le vie Libertà e Edison, invece, saranno sistemati solo i marciapiedi. Un intervento più completo è previsto per le seguenti vie, dove, oltre al rifacimento del manto stradale saranno rifatti anche i marciapiedi: Treviso, Udine, Belluno, Venezia, Padova, S. Carlo, Fiume, V. Veneto, Allende, Edison, Volta e Verdi.

Ma i cantieri riguarderanno anche il quartiere Taccona, dove, a giorni, dovrebbero partire i lavori per eliminare quello, che ad oggi, è un vero e proprio acquitrino davanti alla piazza del mercato in via Marx. Qui sarà realizzato un parcheggio. Un cantiere già iniziato nei giorno scorsi è quello delle vie Respighi e S. Caterina.

 

 

Sarà la nuova porta d’accesso al parco del Grugnotorto. Questa la funzione della nuova piazza progettata al quartiere Taccona. La nuova agorà sorgerà nell’attuale spiazzala paludoso tra le vie Marx, Sondrio e Leoncavallo. Il progetto prevede la realizzazione di una pavimentazione in ciottolato, dei muretti dall’altezza di un metro e 20 che delimitino lo spazio, la piantumazione di arbusti di vari tipi e dimensioni in apposite aiuole e la costruzione di una struttura lunga 15 metri e alta tre metri che fungerà da deposito e in futuro da servizi igienici. Sì, perché l’idea è quella di trasferire nella nuova piazza il mercato della Taccona. In questo modo l’Amministrazione comunale pensa di ingrandire il mercato, sono previsti 40 banchi, e di spostarlo al sabato. Ma le novità non sono solo queste: la nuova piazza sarà collegata a quella storica, a piazza Cooperazione. Anche qui sono previsti gli stessi interventi, cioè, pavimentazione e muretti di ciottolato e aiuole con alberi. I due spazi non saranno chiusi, ma formeranno una sorta di percorso obbligato che porterà appunto all’ingresso del parco del Grugnotorto. I parcheggi sono previsti lungo ai margini delle piazze. Ad occuparsi del restyling di piazza Cooperazione alla nuova agorà tacconese saranno gli stessi architetti che hanno realizzato piazza del Burghett. “L’idea – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Dossola – è quella di creare una cera continuità tra gli spazi della città. Uno dei nostri obiettivi è quello di rifare una piazza ogni anno. Per questo, i punti di aggregazione devono essere in armonia tra loro. Non è un caso – ha concluso Dossola – che abbiamo affidato i progetti a due architetti giovani, io tra 20 anni potrei essere morto, è giusto che a dare una nuova faccia alla città ci pensi chi ci sarà nel futuro di Muggiò”. Per i progettisti, Gianluca Sortino e Gianluca Sacchi, l’obiettivo principale è: “Ridare identità di luogo. Oggi l’uso degli spazi non è abbastanza caratterizzato, non c’è chiarezza tra l’ordine naturale e quello artificiale. Per questo abbiamo giocato sull’opposizione di elementi architettonici, come i muretti, e il verde, le aiuole con alberi”.

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